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'Tabella: gas_impianti'

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Impianti

Di seguito una semplice descrizione dei principali tipi di impianto che entrano in gioco nell’attività di distribuzione del gas.

IMPIANTI DI DECOMPRESSIONE

La comprimibilità è certamente una delle caratteristiche più importanti dei gas e proprio questa proprietà permette di ottenere notevoli vantaggi nel trasporto e nella distribuzione a causa del ridotto valore del volume specifico che consegue all’aumento della pressione. Questa caratteristica non potrebbe tuttavia essere sfruttata a pieno se non esistessero delle apparecchiature semplici ed affidabili per la riduzione e la regolazione della pressione del gas al variare della portata.

La necessità di interconnettere le varie reti di trasporto e di distribuzione, esercite a pressioni diverse e variabili, comporta l’inserimento di riduttori - regolatori di pressione, i quali permettono a ciascuna rete di funzionare nel campo di pressione prefissato in modo pressoché indipendente rispetto alle reti connesse a monte.

La funzione del regolatore è quella di mantenere costante la pressione di uscita ad un valore prefissato, valore questo che può essere cambiato nel tempo (taratura del regolatore).

E’ quindi necessario prevedere un elemento che rilevi la pressione di uscita, un dispositivo che la confronti con il valore prefissato, un organo di comando che azioni la valvola in funzione della differenza algebrica (rilevata - prefissata) ed in fine una valvola di regolazione che moduli la portata del gas a secondo del posizionamento voluto dall’organo di comando in modo da ottenere la pressione di valle voluta.

LA FILTRAZIONE

Il gas naturale contenuto ad AP nelle condotte di trasporto e in MP in quelle di distribuzione, prima di essere immesso nella rete di utilizzazione BP, è necessario che venga opportunamente filtrato.

Il gas contiene sempre delle impurità: scorie metalliche, pulviscolo, ossidi, liquidi, ecc..

Le impurità solide, generalmente di natura abrasiva, possono determinare un rapido deterioramento delle superfici dei regolatori dove il gas raggiunge velocità e turbolenze molto elevate.

PRERISCALDO DEL GAS

Durante la decompressione il gas, espandendosi, ha una diminuzione di temperatura dell’ordine di 0,5 °C ogni bar di diminuzione (effetto Joule - Thompson). In conseguenza a questo raffreddamento, è possibile la condensazione dell’umidità contenuta nel gas con la possibile formazione di idrati i quali possono dar luogo alle ostruzioni dei passaggi interni dei regolatori compromettendo il regolare funzionamento.

Pertanto, in presenza di elevati salti di pressione, è opportuno verificare che la temperatura del gas non scenda sotto i 2 -3 ° C. Per evitare questo viene inserito uno scambiatore di calore.

Lo scambiatore di calore non è altro che un fascio tubiero, all’interno del quale viene fatto passare il gas, immerso in un fluido scaldante normalmente acqua. Durante il percorso il gas viene scaldato assorbendo calore dall’acqua nella quale il fascio tubiero è immerso.

ODORIZZAZIONE DEL GAS

La distribuzione sempre più estesa del gas naturale ha comportato un aumento di rischi sempre più elevato. Il gas naturale è privo di odore caratteristico. Risulta quindi molto difficile la sua rilevazione olfattiva in caso di perdite e ciò non è in grado di mettere in stato di allarme. Ad evitare la possibilità che fughe di gas non individuate tempestivamente, con i conseguenti pericoli del caso, la legge nr. 1083 del 6/12/71 dispone:” I gas combusti ad uso domestico o similare, distribuiti mediante condotte, che non abbiano di per se odore caratteristico e sufficiente perché possa esserne rilevata la presenza prima che si creino condizioni di pericolo, devono essere odorizzati a cura delle imprese distributrici con sostanze idonee aggiunte in quantitativi adeguati.”. Una buona odorizzazione permette sia la scoperta di perdite prima che la concentrazione del gas arrivi a livelli pericolosi (infiammabilità 5 - 15 %) sia l’individuazione e la riparazione di perdite con conseguente risparmio economico.

 
 
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Risultati economici 2015
 
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